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	<title>I miei Silenzi.com &#187; Telefonia canaglia</title>
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	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
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		<title>ItaliAmerica: uguali sono (?)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Italia: America: Quando la finiremo di essere menati per il naso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.areaaziende.vodafone.it/190/trilogy/jsp/programView.do?tk=9610%2Cc&amp;channelId=-8671&amp;contentKey=48195&amp;programId=12545&amp;ty_key=az_uso_equo_servizio_internet_mobilita&amp;pageTypeId=9610&amp;ty_skip_md=true"><strong>Italia</strong></a>:<br />
<img src="/wp-content/uploads/2009/09/3944507538_25b4ce633d.jpg" alt="Vodafone traffic shaping" /></p>
<p><a href="http://www.openinternet.gov/"><strong>America</strong></a>:</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2009/09/3944510402_afc36da66a.jpg" alt="FCC OpenInternet.gov" /></p>
<p>Quando la finiremo di essere menati per il naso?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scriviamo ad Apple per riavere il tethering sul firmware 3.1!</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/09/11/scriviamo-ad-apple-per-riavere-il-tethering-sul-firmware-3-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 15:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto segue Ã¨ il testo di una mail che ho inviato ad Apple per l&#8217;enorme cazzata che han fatto di disabilitare il tethering (se non sapete cos&#8217;Ã¨, non v&#8217;interessa questo articolo) con il firmware 3.1. A quanto m&#8217;Ã¨ parso di capire, Apple ha lasciato a piedi tutti gli utenti, o parte di essi, che usano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto segue Ã¨ il testo di una mail che ho inviato ad Apple per l&#8217;enorme cazzata che han fatto di disabilitare il <em>tethering</em> (se non sapete cos&#8217;Ã¨, non v&#8217;interessa questo articolo) con il firmware 3.1.</p>
<p>A quanto m&#8217;Ã¨ parso di capire, Apple ha lasciato a piedi tutti gli utenti, o parte di essi, che usano SIM di operatori non &#8220;amici&#8221;, cioÃ¨ che non hanno accordi commerciali con la Mela. In Italia, questa frase lascia nella polvere (diciamo cosÃ¬) solo Wind e tutti i suoi clienti iPhone-muniti.</p>
<p>Se anche a voi &#8216;sta cosa rompe (ne conosco piÃ¹ di qualcuno), potete copincollare la lettera qui sotto/scriverne una vostra/dare un senso a questo mio inglese claudicante e inoltrarla ad Apple <a href="http://www.apple.com/feedback/iphone.html">attraverso questa pagina</a>.</p>
<blockquote><p>I, as an owner of an italian, FACTORY UNLOCKED iPhone 3GS, demand satisfaction for the mistake you have done with the firmware 3.1.<br />
After installing it, the tethering option I used a lot with italian carrier WIND simply vanished into thin air.</p>
<p>Since I legally own this factory unlocked iPhone and I don&#8217;t have any contract with italian (or, for that matters, foreign) cellular carrier whatsoever, I hereby</p>
<p>REQUEST</p>
<p>that Apple releases, as soon as technically possible, a firmware that permits to tether, regardless of the SIM, on this particular kind of iPhone.</p>
<p>You know HOW MUCH I chose to pay (699â‚¬ that went straight into your pocket, Rome Apple store), in order to avoid often bizarre carrier behaviour when it comes to tethering? So, why the heck you mess all the things up this way?!</p>
<p>Sincerely yours, albeit a little betrayed,</p>
<p>F.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Un elefante in cristalleria</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/10/01/un-elefante-in-cristalleria/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 18:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[A voi comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[buzz marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Ferdinando Lamagna]]></category>
		<category><![CDATA[passaparola]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora: che Telecom voglia fare la fighetta e cercare di darsi una lustratina all&#8217;immagine mediante approcci più o meno goffi con il mondo dei blog, è cosa nota; citiamo, a titolo d&#8217;esempio, l&#8217;incontro che l&#8217;AD Bernabè ha avuto con qualche blogger alla Blogfest, che dai presenti non è stato proprio apprezzato molto. Oppure, con l&#8217;apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora: che Telecom voglia fare la fighetta e cercare di darsi una lustratina all&#8217;immagine mediante approcci più o meno goffi con il mondo dei blog, è cosa nota; citiamo, a titolo d&#8217;esempio, l&#8217;incontro che l&#8217;AD Bernabè ha avuto con qualche blogger alla Blogfest, che dai presenti non è stato proprio <a href="http://www.pandemia.info/post/2022502.html">apprezzato</a> <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/09/sostiene-bernab.html">molto</a>.</p>
<p>Oppure, con l&#8217;apertura di un blog — fa tanto <em>à la page</em>, di questi tempi, aprire un blog —, <em>A voi comunicare </em>(il collegamento non lo metto apposta), dove vogliono fare i fighi e apparire <em>ggiovani</em>. E per pubblicizzare &#8216;sta cosa, hanno evidentemente incaricato la Digital-Pr, un&#8217;agenzia pubblicitaria specializzata nel c.d. <em>buzz marketing</em> (il vecchio passaparola, insomma) e a suo dire molto famosa (ha un sacco di marchi importanti come clienti), di fare incetta di indirizzi di posta elettronica di blogger più o meno famosi e notificare loro praticamente ogni articolo pubblicato (in ogni mail c&#8217;è sempre un collegamento alla «Digital Media News Release» — se la mia ignoranza riesce a diradarsi un attimo, credo intendano il comunicato stampa. Ma io sono proprio 1.0, e non saprei dire se ho inteso giusto.)<br />
E questo, a sommesso avviso dello scrivente, è puro <em>spam</em>.</p>
<p>Chi mi scrive, è sempre l&#8217;ormai caro Ferdinando Lamagna, probabilmente noto anche ad altri blogger scelti dalla suddetta agenzia. Ora, io un paio di mail l&#8217;ho tollerate, ma alla terza debbo proprio dire che hanno <span style="text-decoration: line-through;">frantumato i coglioni</span> cominciato ad annoiare; e così ho scritto loro quanto segue:</p>
<blockquote><p>Gentile Ferdinando,</p>
<p>gradisco metterti a parte d&#8217;un mio pensierino: ora, io capisco che TI voglia darsi una bella ripulita all&#8217;immagine, dall&#8217;incontro di Bernabè con i blogger a tutta la fuffa del web 2.0; e so pure che educazione è ignorare bonariamente le violazioni dell&#8217;altra parte una, massimo un paio di volte.<br />
Ma voglio ricordare a voi dell&#8217;agenzia pubblicitaria assoldata da TI che ricevere mail su base periodica, non richieste e puntanti tutti e solo ad un indirizzo Web è classificabile come spam.</p>
<p>E non mi pare una buona cosa, per un&#8217;azienda che voglia partecipare attivamente al nuovo Web, usare (grezzi) strumenti del «vecchio». Mi ricorda tanto quei patetici imbucati alle feste che, nel tentativo di comportarsi in maniera disinvolta per non far capire che non sono del giro, si sputtanano a tutto tondo.</p>
<p>Pertanto, invitandovi a prendere spunto dalle precedenti osservazioni sul ruolo che dovreste giocare sul Web se volete davvero aiutare TI a relazionarsi con la blogosfera, vi chiedo di non insozzare più la mia casella di posta con le vostre comunicazioni.</p>
<p>Richiedo, inoltre, d&#8217;essere informato dell&#8217;avvenuta cancellazione.</p>
<p>Distinti saluti,</p>
<p>Francesco Minciotti</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Cercasi volontari per stesura nuova guida di disdetta per TUTTI gli operatori di telefonia</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/09/17/cercasi-volontari-per-stesura-nuova-guida-di-disdetta-per-tutti-gli-operatori-di-telefonia/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/09/17/cercasi-volontari-per-stesura-nuova-guida-di-disdetta-per-tutti-gli-operatori-di-telefonia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 09:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[codice di migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[disdetta]]></category>
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		<category><![CDATA[telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao ragazzi, sono nel bel mezzo della redazione di una nuova guida di corretta disdetta per passaggio a nuovo operatore, che beneficia della nuova normativa circa il codice di migrazione. Riassumo il concetto a beneficio di tutti: una delibera dell&#8217;AGCom, la n. 274/07/CONS, così come aggiornata dalla circolare del 9 aprile 2008, vincola tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazzi,</p>
<p>sono nel bel mezzo della redazione di una nuova guida di corretta disdetta per passaggio a nuovo operatore, che beneficia della nuova normativa circa il codice di migrazione.</p>
<p>Riassumo il concetto a beneficio di tutti: una delibera dell&#8217;AGCom, la n. <a href="http://www.agcom.it/provv/d_274_07_CONS.htm">274/07/CONS</a>, così come aggiornata dalla <a href="http://www.agcom.it/provv/circolare_090408/circolare_09_04_08.htm">circolare</a> del 9 aprile 2008, vincola tutti gli operatori di telefonia fissa ad implementare un nuovo metodo di disdetta, nel caso in cui l&#8217;utente intenda passare a nuovo gestore (rientro in Telecom, uscita da Telecom o passaggio fra due operatori concorrenti; insomma, tutte le ipotesi): l&#8217;utente chiama il proprio gestore e chiede la generazione di un codice di migrazione, un vero e proprio codice alfanumerico di molte cifre, che deve essere dato possibilmente nel corso della stessa telefonata o, al più tardi, entro un giorno lavorativo. A quel punto l&#8217;utente, entrato in possesso di questo codice, chiamerà il gestore al quale intende passare, e dichiarerà la volontà di avvalersi dei suoi servizi, comunicando il codice di migrazione.</p>
<p>Tale codice, quindi, fungerà da anello di congiunzione tra vecchio e nuovo operatore, <em>teoricamente</em> garantendo un passaggio senza più interruzione del servizio, o al massimo di qualche ora.<br />
Insomma: il sogno che tutti noi abbiamo sempre avuto.</p>
<p>Praticamente, però, bisogna «tastare il polso della situazione», chiamando tutti i gestori e chiedendo lumi circa l&#8217;ottenimento di questo codice di migrazione. Molte segnalazioni, infatti, mi sono arrivate circa una posticcia ignoranza circa l&#8217;argomento, una reticenza a concedere il suddetto codice, o a farlo in tempi brevi. Insomma: le solite furbate in salsa italiota.</p>
<p>Vi chiedo aiuto perché da solo non posso farlo: a parte Tiscali, che è il mio gestore attuale (in ULL), gli altri mi chiedono prima la prova d&#8217;essere loro cliente, in mancanza della quale non mi forniscono (mafiosamente) informazioni — come se un potenziale cliente non potesse sapere esattamente i termini di fornitura d&#8217;un servizio, prima d&#8217;accettarlo! —.</p>
<p>Quindi, la richiesta d&#8217;aiuto: <strong>ho bisogno di almeno un titolare di un abbonamento (telefono e/o ADSL), disposto ad effettuare una chiamata informativa al proprio gestore e chiedere che venga generato un codice di migrazione; saputo il modo, i tempi e i termini, dovrà riagganciare e fregarsene (oppure farsene emettere uno e non usarlo mai: io ho fatto così).<br />
Gli utenti dovranno avere uno dei seguenti gestori:</p>
<p></strong></p>
<ul>
<li><strong>Telecom Italia;</strong></li>
<li><strong>Fastweb;</strong></li>
<li><strong>Libero (Infostrada);</strong></li>
<li><strong>Tele2;</strong></li>
<li><strong>NGI;</strong></li>
<li><strong>Eutelia.</strong></li>
</ul>
<p>Spero parteciperete numerosi: se c&#8217;aiutiamo gli uni gli altri, migliore sarà la qualità del nostro vivere insieme.</p>
<p>Lasciate la vostra disponibilità nei commenti e/o contattandomi privatamente, con indicato il gestore con cui siete abbonati.</p>
<p>Grazie, a nome di tutti coloro che potranno beneficiare del nostro sforzo collaborativo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title></title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/09/09/anche-gli-utenti-affari-potranno-disdire-senza-piu-penali/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 07:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una novità di cui ho preso visione da poco, e ora trovo il tempo per parlarvene. Come saprete — e mi rivolgo a quei visitatori che approdano qui in cerca di assistenza giuridica per problematiche ADSL, servizio le cui condizioni sono riassunte a questa pagina — il decreto Bersani del 2007 vieta ai gestori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una novità di cui ho preso visione da poco, e ora trovo il tempo per parlarvene.</p>
<p>Come saprete — e mi rivolgo a quei visitatori che approdano qui in cerca di assistenza giuridica per problematiche ADSL, servizio le cui condizioni sono riassunte <a href="http://www.silenzi.com/assistenza-giuridica-per-problematiche-telefonia-e-adsl/">a questa pagina</a> — il decreto Bersani del 2007 vieta ai gestori di telefonia di applicare penali di qualsivoglia specie al cliente che decida di disdire prima della naturale scadenza del contratto; prassi, questa, inveterata, e che &lt;nota agiografica&gt; mi convinse a fine 2005, fra l&#8217;altro, a scrivere la prima, storica <a href="http://www.silenzi.com/2005/12/20/guida-alla-corretta-disdetta-di-libero-adsl-2/">guida per la corretta disdetta a Libero ADSL</a>, dopo essermi arrovellato per mesi su come fare per non pagare una penale di ben 200€ che Libero voleva appiopparmi, pur non fornendomi un cazzo di ADSL funzionante da sei mesi &lt;/nota agiografica&gt;.</p>
<p>Questa regolamentazione bersaniana, tuttavia, prendeva le difese del «consumatore»; figura che, legalmente parlando, richiama l&#8217;utente che fruisce d&#8217;un bene o d&#8217;un servizio a scopo personale, senza trarne lucro.<br />
Quanto agli utenti affari, invece, il discorso <span style="text-decoration: line-through;">è</span> era diverso: la <em>ratio</em> era infatti questa: <em>se tu, o utente affari, usi questo servizio per lavoro, e ne trai guadagno, non sei proprio proprio la parte debole del contratto; onde, le mie norme di tutela non si applicano a te e a tutti quelli come te</em>.</p>
<p>Tutto bello, tutto logico, questo ragionamento di Bersani e soci; non foss&#8217;altro, per il fatto che non è così. Quello che voglio dire è che <em>teoricamente </em>gli utenti affari hanno un potere negoziale più forte dell&#8217;utente privato; <em>praticamente</em>, però, in questo campo il singolo studente fuori sede che s&#8217;attiva un&#8217;ADSL e il piccolo negoziante al dettaglio hanno un potere negoziale, nei confronti del gestore telefonico fornitore del servizio ADSL, assolutamente identico. E allora — si son detti quelli dell&#8217;ADUC, da cui la richiesta di chiarimento è partita — perché questo doppio regime di tutela? Chi figli e chi figliastri, caro Regolatore?</p>
<p>No, o quantomeno non più: l&#8217;AGCom, chiarendo inequivocabilmente il punto, ha esteso la «copertura legislativa» dell&#8217;assenza di penali per disdetta anticipata anche agli utenti affari, proprio in virtù del fatto che, di fronte ad un contratto per adesione — tali sono i contratti prestampati, in cui la parte debole non può che firmare o non stipulare, senza modificare alcunché —, «siamo tutti uguali», e cioè tutti proni a prendercelo in quel posto.<br />
Più aulicamente, nelle sue parole:</p>
<blockquote><p>l’Autorità ha ritenuto che le specifiche tutele previste  dall’articolo 1, comma 3, in caso di recesso, si applichino anche agli utenti non residenziali che non godono di un sostanziale potere negoziale e che, quindi, si limitano a sottoscrivere clausole  predisposte dal contraente “forte”.<br />
Anche questi utenti, infatti, tra i quali figurano numerose piccole e medie imprese, sono limitati  nell’esercizio di qualsiasi rilevante potere di trattativa in quanto, nell’aderire al contratto, possono  solo procedere alla mera accettazione di tutte le clausole contrattuali, al pari del singolo consumatore. (<a href="http://www.agcom.it/comunicazioni/testo_esplicativo_com_28_06_07.pdf">AGCom</a>, pdf)</p></blockquote>
<p>Questa, di conseguenza, la nuova lettera delle linee guida approntate dall&#8217;Autorità in materia di applicazione del decreto Bersani:</p>
<blockquote><p><span class="Stile2">1- bis. La suddetta disposizione [<em>la disdetta immediata senza penali, NdA</em>] si applica a tutti coloro che sottoscrivono contratti per adesione con operatori di telefonia, reti televisive e comunicazione elettronica, inclusi gli utenti finali non residenziali. La previsione non si applica ai contratti, quali quelli in uso per la fornitura di servizi alla clientela business di maggiori dimensioni, nei quali le clausole sono negoziate e, pertanto, non ricorre la fattispecie del contratto per adesione. (<a href="http://www.agcom.it/comunicazioni/com_28_06_07.htm">AGCom</a>)</span></p></blockquote>
<p>Ecco il punto decisivo: non siete legittimati a pretendere questo trattamento «di favore» solo se la vostra azienda è così potente da negoziare soggettivamente il contratto di fornitura del vostro servizio di telecomunicazione con l&#8217;operatore telefonico prescelto. Se così non è — e non lo è per la stragrande maggioranza delle aziende — siete coperti dalla nuova normativa</p>
<p>Per cui, quando vorrete dare disdetta del vostro telefono, o della vostra ADSL che usate per lavoro, non fatevi spaventare dagli sgherri telefonici delle compagnie telefoniche, se vi dovessero dire che per la vostra linea il decreto Bersani non si applica; si applica, si applica eccome!</p>
<p><strong><em>Addendum (10 settembre 2008)</em></strong>: L&#8217;avvocato Sarzana di s. Ippolito, più volte pubblicato sulle pagine di Punto Informatico, oppone una serie di <a href="http://punto-informatico.it/2397828/Telefonia/Commenti/recesso-dai-servizi-tlc-niente-bersani-pmi.aspx" rel="lightbox">argomentazioni</a>, invero plausibili, sull&#8217;impossibilità strettamente giuridica dell&#8217;Autorità di estendere le linee guida come ha fatto.<br />
In estrema sintesi — vi invito comunque a leggere il pezzo: benché giuridico, è ancora comprensibile a tutti, mi pare — il ragionamento del Sarzana è questo: la nozione di «consumatore» è ormai tratteggiata con sicurezza dalle corti d&#8217;Italia e d&#8217;Europa, e comprende <em>tutti e solo</em> coloro che fruiscono d&#8217;un bene o d&#8217;un servizio a fini personali, e cioè senza scopo di lucro. E il decreto legge Bersani proprio il consumatore tutela, a partire dal titolo («<em>Misure urgenti per la tutela dei consumatori</em>»). E dal momento che l&#8217;Autorità non può legiferare, né fornire interpretazione autentica della legge (capacità di stretta pertinenza della Corte Costituzionale, nelle parole del Sarzana, quando invece — a me pare — la possibilità di emanare interpretazioni autentiche è in carico allo stesso organo che ha promulgato la legge ambigua), com&#8217;è possibile che si slanci autonomamente fino a ritenere comprese le piccole e medie aziende nella categoria dei consumatori? Forse che ha potere di modificare la legge? No. Forse che ha potere di chiarire la portata del dettato normativo del decreto legge? No.<br />
E allora — conclude il Sarzana — quel comma non potrà valere, ben potendo essere stralciato da qualunque giudice ordinario presso cui gl&#8217;interessati dovessero portarlo.</p>
<p>Per l&#8217;intanto, comunque, valga sottolineare che c&#8217;è un documento (ancora) valido che attesta questa possibilità. Quanto ad un giudizio sulla sua sorte, <em>ad impossibilia, nemo tenetur.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La relazione annuale 2008 dell&#8217;AGCOM ci rattrista un po&#8217;</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/07/22/la-relazione-annuale-2008-dellagcom-ci-rattrista-un-po/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/07/22/la-relazione-annuale-2008-dellagcom-ci-rattrista-un-po/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 04:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo so, lo so, in interiore homine m&#8217;ero ripromesso di parlarvene prima, che ormai quest&#8217;articolo puzzerà  come pesce al sole tant&#8217;è vecchio, ormai; però non ho avuto modo di farlo prima, e ve lo puppate così com&#8217;è, e nulla più. E&#8217; lungo, tecnico e piuttosto palloso: saltare, per i non appassionati di telecomunicazioni. Il 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, lo so, <em>in interiore homine</em> m&#8217;ero ripromesso di parlarvene prima, che ormai quest&#8217;articolo puzzerà  come pesce al sole tant&#8217;è vecchio, ormai; però non ho avuto modo di farlo prima, e ve lo puppate così com&#8217;è, e nulla più. E&#8217; lungo, tecnico e piuttosto palloso: saltare, per i non appassionati di telecomunicazioni.</p>
<p>Il 15 luglio il presidente dell&#8217;AGCOM Corrado Calabrò ha <a href="http://www.agcom.it/rel_08/08_Relaz_pres.pdf">presentato</a> la <a href="http://www.agcom.it/rel_08/index.htm"><em>Relazione annuale</em> 2008</a> dell&#8217;Autorità: un po&#8217; la fotografia dello stato delle telecomunicazioni in Italia. E lo stato delle cose non è per niente ridente, ben bastando qualche citazione per farvi tastare il polso del Paese in merito alla materia di cui parliamo:</p>
<h2>Televisione</h2>
<blockquote><p>Come dicevo, la principale fonte di informazioni per i cittadini rimane, al momento, la televisione.<br />
Tuttavia, aggregatori di contenuti video offerti dagli utenti o siti di social networking (come YouTube o Facebook), convivono accanto ai grandi players fornitori di contenuti tradizionali e ai produttori di nuovi generi.<br />
La multimedialità è il comportamento emergente tra i giovani: l&#8217;uso dei vecchi media (radio, televisione) si integra con quello dei nuovi media (Internet, pay-tv, videofonino, lettori mp3). I ragazzi si appropriano di contenuti audiovisivi in tutte le ore. Gli adulti, in genere, sono ancora legati a orari e eventi standardizzati. Ma, mediante il PVR &#8211; personal video recorder -, sempre più persone di tutte le età tendono a guardare in video, nell&#8217;orario da loro scelto, trasmissioni (anche notiziari) conservate in memoria che non hanno potuto vedere in diretta. I connotati di ricezione immediata, unica, escludente e passiva della trasmissione televisiva tendono così a diventare recessivi e si confondono con i metodi tipici della fruizione &#8211; individuale ed elettiva &#8211; dei contenuti su Internet. (<a href="http://www.agcom.it/rel_08/08_Relaz_pres.pdf">fonte</a>, pp. 4-5)</p></blockquote>
<p>Ci siamo accorti che guardare la TV — in particolar modo, sorbirci i <em>fratelli</em>, le <em>isole</em>, i Costanzo, i Cucuzza — in maniera passiva e subendo il <em>diktàt</em> del palinsesto deciso da qualche attempato dirigente con un occhio anche ai ricavi pubblicitari non paga più (come prima), vista l&#8217;infinita scelta presente su Internet (sia legale, come YouTube e parentame vario, sia illegale, come eMule e i suoi fratelli) e il suo carattere <em>on-demand</em> (vedi quando vuoi, quanto vuoi e per quanto vuoi).</p>
<blockquote><p>Dall&#8217;inizio del decennio ad oggi, nei grandi mercati televisivi europei, l&#8217;emorragia di telespettatori dai canali generalisti va dai 20 punti percentuali del Regno Unito ai 7,5 punti dell&#8217;talia. (p. 5)</p></blockquote>
<p>E comunque, nonostante il <em>bouquet</em> dell&#8217;offerta di contenuti sia penoso, siamo molto indietro nello sfruttamento delle nuove tecnologie per la veicolazione di contenuti, visto che solo il 7,5 percento degli spettatori ha buttato il telecomando nel cesso.</p>
<blockquote><p>nell&#8217;ultimo anno si sono registrati un ulteriore consolidamento del peso della televisione a pagamento rispetto all&#8217;ammontare complessivo delle risorse del settore (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<p>Quel poco di transumanza che s&#8217;è avuta, purtroppo, non s&#8217;è avuta in direzione della rete, ma di Sky, che offre contenuti a pagamento, che quindi contribuiscono ad alzare la spesa per gli utenti; certo, i contenuti che oggi offre Sky la rete non li offre se non ai più smaliziati (il p2p per i film, qualche trucco cinese per il calcio a pagamento), ma la direzione non può essere che quella.</p>
<blockquote><p>Permane la concentrazione binomiale di emittenti per quantoriguarda l&#8217;audience, ma in un assetto economico complessivo che vede ormai tre soggetti in posizioni comparabili, per il ruolo sempre crescente assunto da Sky Italia: nel 2007 la RAI ha registrato ricavi per 2.739 milioni di euro, RTI per 2.411 milioni, SKY per 2.347 milioni. (p. 6)</p></blockquote>
<p>E Sky guadagna così tanto — prelevando dalle tasche degli utenti più che dalla pubblicità, come fanno le altre due — che è diventato il terzo polo, scavalcando di brutto quel La7 di telecommiana memoria che avrebbe dovuto fungere <em>essa</em> da terzo polo. Beato chi ci credette, all&#8217;epoca.</p>
<p>Tutto questo, per quanto riguarda gli assetti finanziari; ma per quanto riguarda la semplice qualità del prodotto offerto? Magari le TV commerciali dovranno correre dietro alla spettacolarizzazione e alla livellazione al ribasso della fruibilità dei loro contenuti, ché il dio denaro richiede la sua offerta in moneta sonante; ma la TV di Stato — oh!, la TV di Stato —” saprà  tenere alta la bandiera della qualità!</p>
<blockquote><p>Le differenze tra i programmi del servizio pubblico radiotelevisivo e la TV commerciale nel corso degli anni sono diventate evanescenti,<br />
con un&#8217;omologazione al ribasso che sbiadisce la missione del servizio pubblico e colloca la nostra televisione al di sotto di altre televisioni europee. (pp. 6-7)</p></blockquote>
<p>Manco per il cazzo: <em>famo ride</em>.<br />
Ma non saremo soli, no di certo: anche i nostri compari europei faranno cagare!</p>
<blockquote><p>Abbiamo l&#8217;esempio della BBC che fornisce a tutto il mondo (Italia compresa) interessanti documentari scientifici, storici, geografici, e più in generale realizza prodotti di valido contenuto culturale (spettacoli teatrali, concerti, ma anche manifestazioni sportive di cult) con destinazione mirata. Anche la televisione francese ha fatto grandi passi in questa direzione. (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<p>Oh quanto acquistiamo in giro per l&#8217;Europa; oh, quanto! Ma produrre in casa no, eh?</p>
<p>Rimanendo in tema di qualità  televisiva e di etica dei professionisti della TV, una staffilata inoppugnabile viene indirizzata nei confronti di chi spettacolarizza la giustizia e il dolore delle vittime, che spesso vengono trasfigurate dalle telecamere fino a sostituirsi, in quanto più celermente consegnate in pasto al pubblico, alle sentenze dei tribunali, unica vera fonte di diritto e di giustizia:</p>
<blockquote><p>Il quadro che emerge da una recente ricerca è che sia i notiziari che gli approfondimenti sono dominati dai fatti di cronaca raccontati con l&#8217;occhio rivolto all&#8217;audience; il che porta a smodate intrusioni nella vita privata delle persone che travalicano l&#8217;ambito d&#8217;intangibilità<br />
della libertà  e dignità  personale garantito dalla Costituzione.<br />
Assistiamo con sempre maggiore frequenza alla «mimesi del processo» in televisione, la quale si impossessa di schemi, riti e tesi tipicamente processuali, riproducendoli con i modi, i tempi ed il linguaggio del mezzo televisivo. La giustizia viene percepita soprattutto per come appare, ed essa appare come è rappresentata dai media. Dall&#8217;informazione sul processo &#8211; giustificata dal «diritto di cronaca» &#8211; si è passati al processo celebrato nei mezzi di informazione: un&#8217;aula mediatica che si costituisce come foro alternativo, un modo «onnivoro» di raccogliere ogni conoscenza che arriva ad un microfono o ad una telecamera. In tale dinamica, è la sentenza pronunciata nel processo, quello vero, a risultare meno attendibile e comunque tardiva, avendo l&#8217;opinione pubblica già registrato come «vera» quella subliminalmente propinata dal mezzo audiovisivo. (pp. 11-2)</p></blockquote>
<h2>Telecomunicazioni</h2>
<h3>Mobile</h3>
<p>Si parte coll&#8217;affermare una verità  ormai storicamente radicata: l&#8217;Italia ha il maggior numero di cellulari pro-capite nel mondo (il 140%, cioè quasi un cellulare e mezzo per abitante); siamo i primi in Europa, e i secondi nel mondo dopo il Giappone, quanto a diffusione dei servizi mobili che si basano su UMTS.<br />
Nonostante i piagnistei sul carovita, gl&#8217;italiani spendono meno, in rapporto ad anni fa, per telefonare in mobilità:</p>
<blockquote><p>L&#8217;evoluzione tecnologica e dei servizi è stata accompagnata da una continua contrazione dei prezzi che, in netta controtendenza all&#8217;incremento del costo della vita e all&#8217;aumento dei prezzi di tutti gli altri servizi di pubblica utilità, nell&#8217;ultimo decennio ha quasi raggiunto il 30% (28,3%). (p. 15)</p></blockquote>
<p>E scenderanno ancora nei prossimi tre anni, per effetto dell&#8217;intervento della stessa Autorità:</p>
<blockquote><p>Intervenendo ancora, nel maggio di quest&#8217;anno21 l&#8217;Autorità ha approvato uno schema di provvedimento che delinea un percorso di<br />
ulteriore riduzione delle tariffe di terminazione della telefonia mobile che porterà, nel 2011, le tariffe dei tre principali operatori a ribassi di circa il 35% &#8211; 40%, con un ulteriore risparmio per i cittadini di 1,5 miliardi di euro (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<h3>Fissa</h3>
<p>Telecom è sempre operatore stra-dominante, con percentuali bulgare:</p>
<blockquote><p>Nella telefonia fissa Telecom Italia mantiene il suo primato storico di ex monopolista, ma negli ultimi tre anni la quota di mercato dell&#8217;incumbent è scesa di 10 punti (dal 94 all&#8217;84%) (p. 16)</p></blockquote>
<p>Che uno dice «è in diminuzione di addirittura 10 punti», ma è sempre all&#8217;84% dell&#8217;intero mercato; alla faccia del libero mercato che livella i concorrenti&#8230;</p>
<p>Scende Telecom, salgono gli operatori alternativi (c.d. OLO): ovvio</p>
<blockquote><p>A ciò ha corrisposto un deciso recupero di redditività degli operatori alternativi a Telecom, con incrementi che arrivano al 60% (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<h3>Consumatori</h3>
<p>Le telco hanno preso, e continuano a prendere, il consumatore a pesci in faccia; e tanti cazzi se sono proprio loro a fornire il proverbiale piatto di pasta (e ben condito!) in tavola a chi nelle telco ci lavora:</p>
<blockquote><p>Insoddisfacente è ancora il rapporto delle imprese del settore delle telecomunicazioni con gli utenti, cui, pure, è finalizzato il loro<br />
servizio. Nell’ultimo anno le segnalazioni pervenuteci hanno raggiunto le 60.000. (p. 18)</p></blockquote>
<p>E&#8217; vero: in quanto abbiamo molti operatori alternativi, la gente s&#8217;arrischia a trasferire la propria utenza da uno (generalmente Telecom) all&#8217;altro; e, in questo atto di funambolismo sconsiderato (il sottoscritto ne sta provando uno da Tiscali a Telecom usando un nuovo sistema di migrazione di cui vi parlerà in un futuro articolo) i consumatori se la prendono sistematicamente in culo: dall&#8217;esperienza accumulata col mio <a href="http://www.silenzi.com/assistenza-giuridica-per-problematiche-telefonia-e-adsl/">servizio di assistenza legale </a>che offro a mezzo sito ho avuto modo di quantificare un passaggio da un operatore all&#8217;altro nell&#8217;arco di mesi, con disservizio telefonico di svariati giorni e buio ADSL anche di mesi (!):</p>
<blockquote><p>L’Italia, tra i Paesi europei, ha il primato di trasferimenti di numeri telefonici da un operatore all’altro; ma (specie nel fisso) i tempi per il trasferimento sono ancora troppo lunghi e vanno ridotti. (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<h3>Le reti di nuova generazione (NGN)</h3>
<p>Sono loro le vere protagoniste del futuro delle comunicazioni. Non servono solo a far scaricare i pischelli più velocemente, ma sono un volano per l&#8217;economia nazionale:</p>
<blockquote><p>Recenti stime della Commissione europea attestano che il settore della comunicazione ha contribuito fino al 2,5% alla crescita annua della produttività dei sistemi economici nazionali. (p. 19)</p></blockquote>
<p>Soldi veri, non gingilli. Per dirne una, guardiamo al Giappone:</p>
<blockquote><p>Il Governo giapponese prevede che, a fronte di un investimento di 50 miliardi di dollari nel progetto di cablatura in fibra ottica dell’intero Paese, vi sarà un incremento netto del prodotto interno lordo pari a circa 1.500 miliardi di dollari. (p. 22)</p></blockquote>
<p>E per farli servono infrastrutture nuove — traduzione: fibra, fibra e ancora fibra ottica.</p>
<blockquote><p>è necessario un cambio di velocità: occorre un’alta velocità trasmissiva; ci vogliono, in altri termini, la banda larga e ultra-larga. (p. 19)</p></blockquote>
<p>Ma siamo indietro, tanto nel numero di utenti che usano un collegamento a banda larga, quanto nelle velocità effettivamente raggiunte:</p>
<blockquote><p>In Italia il numero di utenti broadband ha raggiunto e superato i 10 milioni, con un tasso di crescita del 20% nell’ultimo anno. Il tasso di penetrazione della larga banda rimane però appena del 17,8%, mentre in Europa è mediamente del 23,3%; nei Paesi asiatici (Giappone, Corea, Singapore e Taiwan) supera il 30%.<br />
L’Italia è in ritardo non solo in termini di diffusione (ultima nel G7) ma anche di qualità delle connessioni broadband, essendo caratterizzata da velocità di connessione più basse che altrove: da noi solo il 27% degli utenti dichiara di avere connessioni con capacità di banda superiore ai 4 Mbps, mentre negli Stati Uniti siamo al 41%, in Germania e nel Regno Unito si arriva al 46%, in Francia al 54% ed in Giappone addirittura all’86%. (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<p>La falla è a livello strutturale:</p>
<blockquote><p>L’architettura della rete fissa e di quella mobile non è stata progettata per il nuovo traffico (<em>sic!</em>) (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<p>Rimedio? La fibra (che speriamo rida; vero, Stefano?), che pure tarda ad arrivare:</p>
<blockquote><p>Stime di analisti indicano che nel 2011 servirà una capacità di banda di almeno 50 Mbps, rispetto agli attuali 3-8 Mbps; si tratta di un futuro prossimo se si tiene conto del tempo occorrente per la realizzazione delle infrastrutture.<br />
In tutto il mondo ci si sta muovendo verso quell’obiettivo: Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Germania, Francia puntano a una grandezza, appunto, di 50 Mbit/s. Giappone, Corea, Cina stanno attuando programmi per una velocità trasmissiva di 100 Mbit/s; e già si parla di Gbit/s. Queste alte e altissime velocità presuppongono la cablatura in fibra ottica (p. 21)</p></blockquote>
<p>Siamo indietro, cazzo, siamo terribilmente indietro rispetto agli altri Paesi. E la rete di nuova generazione ci serve per incrementare l&#8217;economia a livello nazionale, mica bruscolini.<br />
Già che ci siamo, tuttavia, l&#8217;Autorità non glorifica solo la fibra, ma pensa anche alle altre nuove reti (WiMAX, per dirne una):</p>
<blockquote><p>Nel rispetto del principio di neutralità tecnologica l’Autorità non ha mancato e non mancherà di perseguire una politica regolamentare che favorisca <strong>tutte</strong> le tecnologie trasmissive (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<p>Ma è pure ovvio — e per fortuna! — che la fibra è il futuro della roba davvero veloce, e non altro:</p>
<blockquote><p>Ma, nell’attuale stadio evolutivo, ai fini del passaggio all’alta e altissima velocità le altre tecnologie sono integrative e complementari rispetto alla fibra ottica (<em>ibidem</em>)</p></blockquote>
<p>Nelle pagg. 22-5 si analizzano le varie possibilità di addivenire alla creazione delle NGN (non le riporto: sono lunghe e non sintetizzabili). Spiace constatare, tuttavia, che — vado a memoria, la usai per la mia tesi — nella relazione annuale 2007 Calabrò ripeté le stesse menate. Un anno, e nulla è cambiato.</p>
<p>Per questo — perché sembrano, ancora una volta, un po&#8217; solo parole, e manco tanto nuove — questa nuova relazione un po&#8217; ci rattrista. Speriamo di sbagliarci.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Vi ricordate la Cyber university di Fukuoka, Giappone?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[ADSL]]></category>
		<category><![CDATA[Banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber University]]></category>
		<category><![CDATA[fibra ottica]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma sì che i lettori attenti a questo genere di argomenti se la ricorderanno (per chi conosce il giapponese, il sito ufficiale). Era aprile 2007: TOKYO &#8211; Tutto via Internet, dalle lezioni ai colloqui con i professori fino agli esami: in Giappone è nata la Cyber University, un ateneo virtuale che è stato appena inaugurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sì che i lettori attenti a questo genere di argomenti se la ricorderanno (per chi conosce il giapponese, il <a href="http://www.cyber-u.ac.jp/" title="cyber-u.ac.jp">sito ufficiale</a>). Era aprile 2007:</p>
<blockquote><p><strong>TOKYO</strong> &#8211; Tutto via Internet, dalle lezioni ai colloqui con i professori fino agli esami: in Giappone è nata la <em>Cyber University</em>, un ateneo virtuale che è stato appena inaugurato nella città meridionale di Fukuoka con una cerimonia, e non poteva essere altrimenti, in diretta webcast. (<a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giappone-web-universita/giappone-web-universita/giappone-web-universita.html" title="repubblica.it">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Uno va a pensare a corsi in linea, con dirette audio-video fluide e tutto il resto, e pensa che qui in Italia, con le linee attuali, non è che ci verrebbe molto bene. Poi pensa pure che sì, certo, in Giappone hanno «Internet veloce». Però veloce <em>quanto</em>?</p>
<p>Queste le ultime rilevazioni OECD sulle velocità mondiali di Internet, che sto sfrucugliando per la tesi.</p>
<p><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/02/velocita-banda-larga.png" alt="Velocità banda larga mondiale, OECD 2007" /></p>
<p>110 mbit/sec, i giapponesi.</p>
<p>Ad un costo medio di 23€/mese (sempre <a href="http://www.oecd.org/document/54/0,3343,en_2649_33703_38690102_1_1_1_1,00.html" title="oecd.org">OECD</a>, 2007).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Guida alla corretta disdetta di Tele2 ADSL</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/01/06/guida-alla-corretta-disdetta-di-tele2-adsl/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 17:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[ADSL]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
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		<category><![CDATA[Guida]]></category>
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		<category><![CDATA[Tele2]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2008 (novità) NOVITA&#8217;: Da oggi viene fornito un nuovo livello di assistenza giuridica, privata e personalizzata, per ogni tipo di esigenza legata alla telefonia o all&#8217;accesso ad Internet: redazione di documenti giuridici da inviare al proprio gestore; reclami per disservizi, diffide a risolvere i guasti, richieste di rimborso per periodi d&#8217;interruzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><strong><em>Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2008</em></strong> (novità)</p>
<p>  <font color="#ff0000"><strong>NOVITA&#8217;</strong></font>: Da oggi viene fornito un nuovo livello di <font color="#ff0000">assistenza giuridica</font>, <font color="#ff0000">privata e personalizzata</font>, per ogni tipo di esigenza legata alla telefonia o all&#8217;accesso ad Internet: redazione di documenti giuridici da inviare al proprio gestore; reclami per disservizi, diffide a risolvere i guasti, richieste di rimborso per periodi d&#8217;interruzione del servizio; consigli sul gestore più adatto in base alle esigenze personali, e molto altro.<br />
<a href="http://www.silenzi.com/assistenza-giuridica-per-problematiche-telefonia-e-adsl/" title="Assistenza giuridca fonia e ADSL, silenzi.com">Maggiori informazioni</a>.</p>
<p align="right">&nbsp;</p>
<p align="left"><em><strong>Nota</strong>: Come avrete modo di notare ho aggiunto, in calce alla guida, un&#8217;area per le donazioni a copertura delle spese di gestione del sito o ad ONG da me scelte, a mo&#8217; di ricompensa per i lettori che ritengono di volermi ringraziare (maggiori informazioni in fondo alla guida).<br />
In quanto </em>donazione,<em> <strong>non è assolutamente dovuto alcunché</strong>: dal momento, però, in cui mi sono deciso a seguire le vicende contrattuali di Tele2 con maggiore serietà e costanza, ho ritenuto opportuno effettuare questa scelta per chi voglia ricompensare questo mio lavoro. Non è mio intento guadagnarci, tanto che le vostre donazioni finiranno direttamente al mio fornitore di hosting per pagare l&#8217;abbonamento annuale, o a qualche organizzazione umanitaria. E&#8217; solo che spesso, di fronte ad un lavoro ben fatto e che mi ha aiutato, ho provato la sensazione di voler ricompensare. Così, per quelli di voi che si trovassero nello stesso stato d&#8217;animo, ho cercato di rimediare.</em></p>
<p align="center"> ***</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><font size="2"> 1. Introduzione e concetti generali</font></strong></p>
<p> Il contratto Tele2 ADSL ha un&#8217;iniziale durata di <strong>dodici mesi</strong> a partire dalla data di <em>effettiva attivazione</em> (non, quindi, dalla data di richiesta di attivazione da parte vostra) e, alla sua scadenza, si intende tacitamente rinnovato di dodici mesi in dodici mesi.<br />
Il meccanismo del <em>tacito rinnovo</em> implica che il contratto si rinnovi <em>automaticamente col silenzio delle parti</em>, cioè in assenza di espressa menzione della volontà di non rinnovare.<br />
La materia del tacito rinnovo, legge inderogabile (o, per meglio dire, salatamente derogabile mediante il pagamento di penali che arrivavano fino a 200¤) fino al marzo 2007, ha conosciuto una «morte» giuridica con il decreto legge n° 7/2007, meglio conosciuto come <a href="http://www.silenzi.com/2007/03/30/analisi-decreto-bersani-ii-nuove-possibilita-di-disdetta-immediata-adsl/" title="Analisi del decreto Bersani II sul punto">decreto Bersani II</a>, il quale ha reso illecite le penali per <span id="high_1" class="searchterm1">disdetta</span> anticipata prevedendo, al più, solo un indennizzo da pagare all&#8217;operatore a titolo di copertura dei costi di disattivazione che il gestore deve sopportare.<br />
Analizzeremo dunque le due modalità di <span class="searchterm1">disdetta</span>: a scadenza naturale e a scadenza immediata.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><font size="2"> 2. Disdetta a scadenza naturale</font></strong></p>
<p align="left">Questa è la modalità più rispettosa del vincolo contrattuale, poiché onora la «promessa» con la quale l&#8217;utente si è impegnato a corrispondere il pagamento dei canoni d&#8217;abbonamento fino ad una data prefissata (un anno dall&#8217;attivazione). In quanto rispettosa dei termini contrattuali, questa modalità non prevede alcun costo per l&#8217;utente che intenda disdire il proprio abbonamento ADSL.<br />
Ovviamente, all&#8217;insegna del <em>fair play</em> che contraddistingue questa modalità di disdetta, è necessario mettere al corrente il gestore della volontà di interrompere la fornitura del servizio ADSL con un congruo anticipo rispetto alla data di scadenza contrattuale. Sempre per effetto del summenzionato decreto Bersani II, l&#8217;originario preavviso è stato dimezzato, componendosi ora di 30 giorni solari. Il mio consiglio è però quello di <strong>non ridursi all&#8217;ultimo momento utile</strong>, ma di <strong>dare avviso di <span class="searchterm1">disdetta</span> con largo anticipo</strong> (due-tre mesi prima della scadenza), onde evitare qualsivoglia problema che possa insorgere nella comunicazione della volontà di disdire.<br />
a forma giuridicamente corretta di comunicazione al gestore della volontà di disdire, a scadenza naturale, il contratto ADSL è quella della <a href="http://poste.it/postali/raccomandata/" target="_blank">raccomandata con avviso di ricevimento (a/r)</a>. Essa ha valore legale poiché permette un riscontro oggettivo dell&#8217;avvenuta consegna (il tagliando che, dopo qualche giorno/settimana, torna &#8212; firmato dal destinatario &#8212; al mittente).<br />
Per coloro che vogliono approfittare di questo metodo di <span class="searchterm1">disdetta</span>, ecco un <a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/disdetta_scadenza_naturale.pdf" title="Modulo di disdetta a scadenza naturale">modello di comunicazione di <span class="searchterm1">disdetta</span> a scadenza naturale</a>, da stampare e riempire con i vostri dati. Una volta riempito il modulo, dovrete allegarvi una fotocopia della carta d&#8217;identità fronte/retro. Per le istruzioni sulla compilazione della raccomandata, vedi par. 5.<br />
L&#8217;indirizzo a cui dovrete inviarla è:</p>
<blockquote>
<p align="left"><strong>Tele2 Italia S.p.A., Casella Postale 1022, 88046 S. Pietro Lametino (CZ)</strong></p>
</blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><font size="2">3. Disdetta a scadenza immediata</font></strong></p>
<p align="left">Ma la disdetta a scadenza naturale, per quanto più rispettosa dei termini contrattuali, non è la sola via per interrompere la fornitura del servizio ADSL. Ne esiste un&#8217;altra, sicuramente meno ortodossa e tuttavia prevista dal contratto, che prende il nome di <span class="searchterm1">disdetta</span> a scadenza immediata, poiché immediato (o quasi) è il prodursi dell&#8217;effetto, e cioè la rescissione del contratto e la liberazione della portante. In pratica, si tratta di venire meno alla «parola data», e cioè rescindere &#8212; per decisione unilaterale &#8212; il rapporto contrattuale (il pagamento dei canoni a fronte della prestazione &#8212; più o meno di qualità &#8212; della connettività ADSL) prima delle scadenze sopra menzionate.<br />
In questo caso, è dovuto all&#8217;operatore il rimborso del costo sostenuto per la disattivazione dell&#8217;utenza, quantificato da Tele2 in <strong>60¤</strong>, che verranno addebitati nell&#8217;ultima fattura. In caso di modem o router in comodato d&#8217;uso, il contratto parla di un ulteriore addebito di 15¤. Tuttavia, non ho mai sentito, in presa diretta, dell&#8217;addebito di questa cifra aggiuntiva alla prima, e quindi mi sembra che sia più un balzello virtuale che reale. Ma, nel dubbio, io debbo spiegarvi il contratto per come si presenta, e non per l&#8217;applicazione pratica.<br />
I vantaggi di questa modalità di disdetta sono evidenti: non si è vincolati al rispetto di una scadenza precisa, potendo scegliere autonomamente quanto terminare il contratto; a ciò, però, corrisponde il pagamento del prezzo predetto.<br />
Per dar seguito alla disdetta immediata, dovrete scaricare, stampare e compilare il <a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/disdetta_scadenza_immediata.pdf" title="Modulo disdetta immediata">modulo per la disdetta immediata</a>, ed inviarlo all&#8217;indirizzo:</p>
<blockquote>
<p align="left"> <strong>Tele2 Italia S.p.A., Casella Postale 1022, 88046 S. Pietro Lametino (CZ)</strong></p>
</blockquote>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><font size="2">4. Disdetta da offerte ULL</font></strong></p>
<p align="left">E&#8217; possibile poi che, essendo la vostra zona coperta da rete proprietaria Tele2 (chiamata ULL, cioè <em>unbundling local loop</em>, «accesso disaggregato alla rete locale», tecnicamente), abbiate deciso di abbandonare completamente Telecom Italia e passare, per ADSL e anche per la telefonia, all&#8217;operatore concorrente (in questo caso Tele2).<br />
Siete in questa condizione (grossomodo) quando non pagate più il canone Telecom e vi arriva un&#8217;unica bolletta, mittente Tele2, in cui è fatturato sia il traffico voce che quello Internet.<br />
Affrontiamo la questione per gradi, perché la faccenda potrebbe diventare complessa:</p>
<ul>
<li>Siete insoddisfatti della fonìa o del servizio ADSL, ma il restante vi va alla grande: <em>non potete fare niente</em> <em>se non dare disdetta e cambiare operatore</em>. Tele2, infatti, non fornisce, sulle proprie linee (ULL), servizi Internet o voce di altri operatori, ma solo i suoi. Insomma: se siete in ULL, o vi tenete ADSL <em>e </em>telefono Tele2, oppure lo abbandonate del tutto.</li>
<li>Siete insoddisfatti di ADSL e  fonia: bisogna passare ad altro operatore, oppure rientrare in Telecom Italia.</li>
</ul>
<p>In questa sede <strong>tratterò soltanto del rientro in Telecom Italia</strong>, perché al momento non posso approfondire l&#8217;altro passaggio (cosa che mi riprometto di fare in futuro).<br />
Prima di spiegare quali sono i passi da fare per rientrare in Telecom Italia, mantenendo il proprio numero telefonico, è bene parlare dei lati negativi: costi e tempi d&#8217;attesa. Quanto ai primi, il distacco da linee Tele2 è identico a quello della sola disdetta ADSL: nel caso in cui avvenga una disdetta a scadenza naturale, nulla sarà dovuto al gestore; in caso di disdetta immediata, invece, dovrete <strong>60</strong>¤. Inoltre, quale che sia il tipo di disdetta effettuata con Tele2 (naturale o immediata) dovrete a Telecom Italia <strong>96</strong>¤ per le spese di <a href="http://www.187.it/cgi-bin/di_187/di/187/di3/demand/bannerRedirect.do?linkType=1&amp;bannerOID=536915257&amp;productOid=10629&amp;BV_UseBVCookie=Yes" title="Descrizione dell'attivazione della linea base, 187.it">attivazione</a> della linea telefonica, che verranno addebitate nella prima bolletta utile. Quanto ai secondi, probabilmente la fonìa verrà passata dall&#8217;operatore uscente (Tele2) all&#8217;entrante (Telecom Italia) in un lasso di tempo ragionevolmente breve, <em>forse</em> anche senza interruzione (ma io non ci conterei moltissimo); questo perché la telefonia vocale è, legalmente parlando, un <em>servizio universale</em>, il che implica tutta una serie di tutele a garanzia della continuità del servizio non indifferenti.<br />
Diverso è il discorso dell&#8217;ADSL, che in questo genere di passaggi potrebbe importare un tempo di <em>black-out</em> non indifferente: è possibile che passino anche un paio di mesi, se si ha poca fortuna.</p>
<p>Chiariti i lati negativi, passiamo alla procedura:</p>
<p><strong>4.1. Invio della disdetta a Tele2</strong></p>
<p>Stampate, compilate ed inviate il modulo per la disdetta a <a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/disdetta_naturale_fonia_e_adsl1.pdf" title="Disdetta fonia e ADSL a scadenza naturale">scadenza naturale</a> oppure quello a <a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/disdetta_immediata_fonia_e_adsl1.pdf" title="Disdetta fonia e ADSL a scadenza immediata">scadenza immediata</a>, se del caso aiutandovi con la guida alla compilazione della raccomandata di cui al par. 6 (per chi volesse conoscere la data di attivazione del proprio abbonamento può controllare su <a href="http://stato-adsl.tele2.it/adslstat/">questa pagina</a>).</p>
<p><strong>4.2 Comunicazione a Telecom Italia della volontà di rientro</strong></p>
<p>Una volta che vi sarà stata restituita la ricevuta di ritorno (per approfondimenti, v. par. 6), dovrete &#8212; è fondamentale! &#8212; inviare un fax a Telecom in cui esprimete la volontà di rientrare.<br />
Il motivo per cui vi consiglio di aspettare la ricevuta di ritorno della raccomandata di disdetta che avrete inviato a Tele2 è che dovrete inviargliene una copia via fax, che attesti che effettivamente avete iniziato l&#8217;<em>iter</em> di disdetta; un segnale burocratico, diciamo.<br />
Il fax che dovrete inviare al numero <strong>803 308 374</strong> consta di quattro parti:</p>
<ol>
<li>Una comunicazione introduttiva, con la quale si mette al corrente Telecom Italia del fatto che avete dato disdetta da Tele2 e che volete rientrare in Telecom con la vostra utenza telefonica, ed eventualmente anche con l&#8217;ADSL;</li>
<li>copia della comunicazione di disdetta che avete inviato a Tele2 (quindi, <em>prima di inviarla a Tele2, </em>fatevene una fotocopia);</li>
<li>copia della ricevuta di ritorno attestante l&#8217;avvenuta ricezione, da parte di Tele2, della raccomandata di disdetta;</li>
<li>fotocopia fronte/retro del documento d&#8217;identità del titolare della linea telefonica.</li>
</ol>
<p>Stampate e compilate la <a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/rientro_in_telecom_italia_fonia_e_adsl.pdf" title="Rientro in Telecom con telefonia e ADSL">comunicazione introduttiva</a>, avendo cura di notare come il mio modulo richieda, contestualmente alla richiesta di trasferimento della telefonia, anche l&#8217;attivazione di un&#8217;ADSL<em> flat</em>, nella velocità da voi desiderata (<em>da aggiungere a mano</em>). In caso non vogliate più l&#8217;ADSL con Telecom Italia ma solo la fonia (perché volete attivarla con un altro operatore o perché non vi interessa più), compilate <a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/rientro_in_telecom_italia_solo_fonia.pdf" title="Rientro in Telecom solo telefonia">quest&#8217;altro modulo</a>, con cui richiedete soltanto il rientro dell&#8217;utenza telefonica.</p>
<p><strong>4.3 Badare ai buoi</strong></p>
<p>L&#8217;operazione che avete appena compiuto è ad alto rischio d&#8217;incasinamento: non solo avete dato disdetta da un operatore telefonico italiano (di per sé atto coraggioso); non solo avete voluto stipulare un altro abbonamento con un altro gestore telefonico italiano (anche qui, come sopra); ma avete addirittura chiesto che le due cose si compiano sinergicamente! Vi rendete conto di quanto può, questo passaggio, essere a rischio d&#8217;errore?<br />
Bene, ora moltiplicate quanto avete pensato per dieci.<br />
Per questo è d&#8217;obbligo controllare con telefonate a Tele2 (1922) e Telecom Italia (187) che le comunicazioni siano state ricevute, e che tutto fili liscio.</p>
<blockquote></blockquote>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><font size="2">5. Restituzione del modem in comodato</font></strong></p>
<p align="left">Molte offerte di questo gestore, come di altri, prevedono la fornitura, in comodato d&#8217;uso oneroso, di un&#8217;apparecchiatura (modem o router) strumentale alla connessione ad Internet. Avverso un corrispettivo mensile, l&#8217;apparecchiatura viene fornita al cliente pur <em>rimanendo di proprietà dell&#8217;operatore</em>. E&#8217; perciò necessario, in caso di disdetta dell&#8217;abbonamento ADSL, renderlo al legittimo proprietario (Tele2, non voi).<br />
Contrariamente ad altri operatori, Tele2 non specifica un indirizzo al quale spedire il modem in comodato, ma specifica un numero telefonico da chiamare per avere informazioni a riguardo. Il numero è <strong>848 99 1022</strong> (al costo di una chiamata urbana).<br />
Io ho chiamato per voi e, dopo qualche resistenza dettata dal fatto che io non sono cliente, m&#8217;è stato detto che verrà concordato un ritiro a domicilio con corriere espresso, senza costi per il cliente.<br />
Francamente, che tutto questo sia detto a voce anziché scritto in un contratto mi disturba un po&#8217;, ma non è questo il posto adatto per polemizzare.</p>
<p align="center"><strong><font size="2">6. Compilare la raccomandata A/R con avviso di ricevimento</font></strong></p>
<p align="left">Siamo arrivati al punto in cui, con uno dei due moduli stampati e compilati in mano, dobbiamo inviarlo all&#8217;indirizzo specificato sopra. Oltre a quanto sto per dirvi, dovete <em>comunque scrivere </em>destinatario (sul retro) e mittente (fronte, sulla linguetta) nella busta e <em>allegare una fotocopia di un documento d&#8217;identità fronte-retro</em>.</p>
<p>Anche a costo di sembrare pedante od ovvio, pubblico le scansioni dei vari documenti necessari all&#8217;invio della raccomandata. Meglio un&#8217;informazione inutile che una carenza d&#8217;informazione <img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/04/smile.gif" title="Classic" class="inlineimg" border="0" /></p>
<p><strong>6.1. Accettazione raccomandata</strong></p>
<p align="left"> <img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/tele2_raccomandata_front.jpg" alt="Tele2 raccomandata front" /></p>
<p align="left">A questo foglio, che avrete cura di compilare come nell&#8217;esempio, troverete attaccata una ricevuta/copia carbone; non staccatela, ve la renderà l&#8217;impiegato postale. Mi raccomando, particolare attenzione alla &#8220;X&#8221; sulla casellina &#8220;A.R.&#8221; (molti la dimenticano).<br />
Con il numero che trovate appena sotto il codice a barre è possibile effettuare il <a href="http://www.poste.it/online/dovequando/controller?action=start&amp;subaction=raccomandata" title="Tracciamento della raccomandata, poste.it">tracciamento in linea</a> della raccomandata. Inseritelo senza il trattino ed inserite anche la data d&#8217;invio; tenete però presente che l&#8217;informazione non sarà disponibile prima di circa 48 ore.</p>
<p align="left"><strong>6.2. Ricevuta accettazione raccomandata</strong></p>
<p align="left"><img src="/wp-content/uploads/2008/01/i18941_accettazioneraccomandataricevuta.jpg" alt="Tele2 raccomandata back" /></p>
<p align="left">Questa ricevuta attesta l&#8217;effettivo invio della raccomandata, ed ha inoltre il numero della stessa, univoco per ogni raccomandata. Dà la prova che avete effettivamente inviato la raccomandata, ma non è sufficiente a dimostrare né l&#8217;avvenuta ricezione, né tantomeno il contenuto della missiva. Però, se sorgessero problemi circa il controverso/mancato ricevimento della raccomandata da parte di Tele2 questa ricevuta attesterà l&#8217;avvenuta spedizione.</p>
<p align="left"><strong>6.3. Avviso di ricevimento &#8212; fronte</strong></p>
<p align="left"><img src="http://www.silenzi.com/libero/avviso_di_ricevimento_fronte.jpg" alt="Avviso di ricevimento fronte" align="bottom" height="255" width="499" /></p>
<p align="left">Inserite i vostri dati, affinché il postino sappia a chi deve consegnare l&#8217;avviso di ricevimento firmato da Tele2 (che attesta l&#8217;avvenuta ricezione ed ha perciò valore legale per i termini di scadenza, messa in mora, diffida, ecc.).<br />
Non è finita: giratelo per compilare&#8230;</p>
<p align="left"><strong>6.4. Avviso di ricevimento &#8212; retro</strong></p>
<p align="left"><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/01/tele2_ricevuta_di_ritorno_back.jpg" alt="Tele2 ricevuta di ritorno back" /></p>
<p> Così com&#8217;è, non una riga di più, non una di meno.</p>
<p><strong>N.B.</strong>: Se potete (20 centesimi di differenza) richiedete l&#8217;avviso di ricevimento prioritario (nella maggior parte dei casi non faranno che applicare l&#8217;etichetta della posta prioritaria all&#8217;avviso di ricevimento; sebbene infatti vi sia un apposito modulo, pare sia stato stampato in pochissime copie ed usano quindi questo stratagemma).</p>
<p>Una volta ritornata la ricevuta di ritorno della raccomandata, custoditela in una cassaforte blindatissima, a pressione e temperatura costanti, e maneggiatela solo con guanti di velluto: per qualunque problema, quella è la prova che Tele2 <em>sapeva</em>.</p>
<p align="center"><strong><font size="2">7. Telefonate, telefonate, telefonate!</font></strong></p>
<p align="left">Dopo qualche giorno dall&#8217;invio della raccomandata, una volta confermato che essa è stata ricevuta da Tele2 attraverso la funzione di tracciamento sul sito delle Poste di cui ho dato gli estremi sopra, è bene effettuare una telefonata all&#8217;assistenza clienti (848 99 1022) e accertarsi che la raccomandata è stata effettivamente ricevuta e che la pratica di disdetta sia stata messa in moto correttamente.<br />
Mi raccomando di protestare, ed eventualmente chiedere consiglio qui sotto con i commenti, laddove insorgessero difficoltà di qualunque tipo. Disdire è un vostro diritto, non negoziabile né differibile da parte dell&#8217;azienda.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><font size="2">8. Cose da fare <em>prima</em> di richiedere l&#8217;ADSL ad un nuovo gestore</font></strong></p>
<div><strong>Solo se la vostra disdetta è motivata dal cambiare operatore</strong>, si deve affrontare un tema che vedo essere molto controverso: tempistiche di richiesta dell&#8217;attivazione ADSL al nuovo operatore scelto. C&#8217;è chi dice di farlo contestualmente all&#8217;invio della raccomandata di disdetta; chi dopo quindici giorni; chi dopo&#8230; beh, nulla di tutto ciò è consigliabile.<br />
Il vero punto nodale è l&#8217;avvenuta liberazione della <a href="http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=245273" title="Spiegazione del concetto di portante, p2pforum.it">portante</a> da parte di Tele2: dal momento che su una singola utenza telefonica si può attivare una sola ADSL alla volta, fintantoché Tele2 non abbia liberato quell&#8217;unico canale trasmissivo, nessun nuovo operatore potrà attivarci la propria. Inoltre, avviare l&#8217;<em>iter </em>di attivazione con il nuovo operatore quando la portante è ancora occupata potrebbe generare ritardi, anche consistenti, all&#8217;attivazione della nuova ADSL (il sottoscritto, per una bravata simile, rimase 52 giorni senza ADSL, in un cambio da Libero ad Alice).<br />
Bisogna attendere la liberazione della portante, l&#8217;abbiamo capito!<br />
Già, ma come si fa?<br />
Due sono i modi: la verifica attraverso la spia dell&#8217;allineamento della portante del vostro modem, e una telefonata al numero verde automatizzato di verifica consistenza ADSL.</div>
<div>
<ol>
<li>Quanto al modem, tutti hanno una spia, fra le altre, che segnala la presenza di segnale ADSL: alcuni hanno scritto «Line»; altri, «ADSL», e così via. Generalmente, se la luce è fissa, c&#8217;è portante; se lampeggia o è assente, non c&#8217;è. Dico «generalmente» perché gli apparecchi in commercio sono moltissimi e non posso conoscerli tutti. Per scrupolo, controllate il vostro manuale e/o il sito del produttore;</li>
<li>quanto al numero di verifica consistenza ADSL, dovete chiamare &#8212; <strong>rigorosamente dall&#8217;utenza su cui è attiva l&#8217;ADSL</strong> &#8212;  il numero verde automatizzato <strong>800 57 87 22</strong>, che vi dirà se c&#8217;è un&#8217;ADSL attiva oppure no. Ponete attenzione alla data di riferimento della rilevazione: generalmente, il controllo automatico sulla vostra linea è fatto quotidianamente, ma ci sono dei casi in cui il sistema si riferisce a rilevazioni vecchie, anche di una settimana! Ascoltate tutto il messaggio, e vi dirà anche la data. E&#8217; semplice, non preoccupatevi.</li>
</ol>
<p>Sarebbe preferibile che, prima di richiedere la nuova ADSL, <strong>entrambi</strong> i sistemi diano verifica negativa alla presenza di portante; ad ogni modo, tenete presente che <strong>gli operatori hanno</strong>, dalla ricezione della raccomandata di disdetta, <strong>trenta giorni solari per liberare la portante</strong>, e generalmente li usano tutti. Per cui, se vedete che il vostro modem non si collega più dopo cinque/dieci giorni, generalmente hanno solo <em>iniziato</em> la procedura di distacco, ma non è ancora finita.<br />
Mi raccomando, ché è un punto importante!</div>
<p>Con questo, penso sia davvero tutto. Spero d&#8217;esservi stato d&#8217;aiuto e, se avete problemi, contattatemi pure <strong>rigorosamente in forma pubblica</strong> (non rispondo in privato perché non voglio che il sapere rimanga chiuso fra due persone: pensate se questa guida fosse stata inviata, in privato, <em>ad una sola persona che mi avesse chiesto come disdire Libero</em>&#8230;).</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center">***</p>
<p align="center"><strong><font size="2">Donazioni</font></strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">Se avete trovato utile la guida, e pensate di ringraziarmi in qualche modo, potete cliccare sul pulsante qui sotto ed effettuare una donazione via Paypal che servirà a pagare le spese di gestione del sito. Cliccando, verrete ridirezionati sul sito di Paypal, per l&#8217;inserimento dell&#8217;importo desiderato e il perfezionamento del pagamento.</p>
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<p> </center></p>
<p align="left">Oppure, potete effettuare una piccola donazione ad una delle seguenti ONG, cliccando sui loghi corrispondenti: in tal caso, mi farebbe piacere sapere della vostra donazione (non m&#8217;interessa la cifra!), anche in forma privata, con una <a href="mailto:silenzi.com@gmail.com" title="Scrivimi e fammi sapere della tua donazione">mail</a>.</p>
<p><center><a href="http://www.bloggersforequity.org/yasrs.php?ong=amnesty" target="_blank"><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/12/l_40x40_amnesty.jpg" alt="Amnesty International" title="Amnesty International" border="0" height="40" width="40" /></a><a href="http://www.bloggersforequity.org/yasrs.php?ong=telefonoazzurro" target="_blank"><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/12/l_40x40_telefonoazzurro.jpg" alt="Telefono azzurro" title="Telefono azzurro" border="0" height="40" width="40" /></a><a href="http://www.bloggersforequity.org/yasrs.php?ong=tds" target="_blank"><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/12/m_40x40_tdh.jpg" alt="Terre des hommes" title="Terre des hommes" border="0" height="40" width="40" /></a></center><br />
Grazie!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>187 6 1 0</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 04:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[187]]></category>
		<category><![CDATA[ADSL]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2007/11/187_logo.gif" alt="187 logo, 187game.com" align="left" height="159" width="161" /><em><u>Esenzione di responsabilità</u>: Visto che ultimamente l&#8217;aria che si respira sul sitYno è pesante, e ogni parola deve essere attentamente soppesata, dichiaro che ciò che sto per dire ha l&#8217;unico fine di farsi quattro risate e rilassarsi dopo dieci ore passate a scrivere delle direttive europee sulla liberalizzazione dei mercati di TLC. Guarda caso, riferisco di nuovo una telefonata, e la presunzione di buona fede andrebbe, una volta tanto, accordata anche a me. Ad ogni modo, si ride e si scherza insieme, e magari si fa pure un briciolo d&#8217;informazione &#8211; anzi, se qualcuno può confermare o smentire, ne guadagna la verità globale.</em></p>
<p>***</p>
<p>La mia <em>Alice </em>2mbit è cresciuta. Eh sì, &#8216;sti bambini crescono così in fretta&#8230; un secondo prima eccoli lì a 2mbit, e un secondo dopo, toh, 7mbit.</p>
<p>Il problema sono i bambini con problemi alla crescita, tipo la mia: da 2mbit è cresciuta a&#8230; 0.3.<br />
E allora uno che fa? Chiama il dottore, è ovvio; e lo chiama al 187, dove segnala il guasto &#8212; la malattia, insomma. Gli vien detto che  ok, ci pensiamo noi, Telecom è figa, te lo ripariamo per sabato. E sabato il dottore mi manda un rassicurante SMS, in cui v&#8217;è scritto che ok, c&#8217;abbiam pensato noi, te l&#8217;avevamo detto che Telecom è figa, te l&#8217;abbiamo riparato per sabato, <em>as promised</em>. Tu torni a casa, e lo <em>speedtest</em> dice, inesorabile, 0.3.<br />
Così richiami il 187 e, da sfavato che cerca di star calmo, spieghi che non va bene, che così non si lavora, che Internet nel 2007 <em>deve</em> funzionare, ché non serve più solo a giocare a <em>Diablo</em> e a farsi le pippe con worldsex.com, e tutta la tua solita menata che fai ad ogni essere vivente o meno. Sì, proprio quella per la quale tu pensi che la tua ragazza la faranno santa, prima o poi. O che le regaleranno un kit <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BDSM" title="Wikipedia.it">BDSM</a>.<br />
La tipa del 187 ti dice, ad un certo punto, che <em>è necessario installare Alice ti aiuta</em>, un programmino del cazzo che dovrebbe servire come canale preferenziale per le comunicazioni di lentezza diffusa sulla linea, che poi i tecnici si fanno buoni e te la mettono a posto prima, l&#8217;ADSL. E a te, improditoriamente, scappa un <em>No, io <strong>non voglio</strong> installare Alice ti aiuta</em>, che poi suona pure un po&#8217; scortese; in fondo, te l&#8217;aveva consigliato.<br />
E la tipa che fa? Ti fa un vero e proprio cazziatone <em>ante litteram</em>, e ti dice che <em>Non è una scelta del cliente, installare o meno Alice ti aiuta</em>.<br />
E io le dico <em>col cazzo, io ho un Mac, non mi si installa, toh</em>.<br />
La tipina, ancora sfavata come se il mio rifiuto ad installare il programma la toccasse nel personale (manco l&#8217;avesse programmato lei!), mi risponde secca che ha già provveduto ad inoltrare la segnalazione. E attacca.<br />
Io che fo? Uso la solita tecnica brevettatissima di richiamare per evitare l&#8217;inculata da falsa segnalazione; sì, quella telefonata che inizia così: «Salve signore/a, stavo parlando giusto un minuto fa con un suo collega, e stavamo per procedere alla segnalazione per il guasto X, ma è caduta la linea e non so come sia finita».<br />
Sicché la seconda tipa mi dice che la prima non solo ha fatto la segnalazione, ma l&#8217;ha fatta in un modo figo: non ha aperto un nuovo guasto, che avrebbe avuto lo spiacevole effetto collaterale di mettersi in coda come guasto segnalato oggi (quando invece è il guasto segnalato giovedì scorso a non essere stato chiuso <em>sostanzialmente</em>), bensì ha detto, in qualche modo che non ho ben capito, che il vecchio guasto deve <em>ancora</em> essere riparato, e che sarebbe bene che chi di competenza si mettesse il pepe al culo. Inoltre, così facendo, posso far richiesta di rimborso a partire da sabato, e non da oggi.<br />
Io mi sento quasi sollevato. Poi, la mazzata: la seconda tipa mi spiega che quando il cliente chiama una seconda volta a stretto giro di posta dalla prima telefonata, un «cervellone» informatico (ma &#8216;sta parola non era relegata negli articoli stupidi dei media generalisti da, diciamo, metà anni Novanta?) assegna un punto di penalità alla prima operatrice, ché <em>presuppone</em> che non è stata capace di aiutare il cliente. Oh, mi sono sentito un cane.</p>
<p>Pertanto, chiedo a persone informate di confermare o smentire la storia del punto-penalità, ché mi incuriosisce molto. Grazie :)</p>
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		<title>Appello urgente ai consumatori utenti di telefonia mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 09:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia canaglia]]></category>
		<category><![CDATA[accesso]]></category>
		<category><![CDATA[AIIP]]></category>
		<category><![CDATA[barroso]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
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		<category><![CDATA[telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi giro, a proposito di telefonia mobile, un appello urgente che ha come promotore AIIP. E&#8217; una roba seria, serissima: si parla di deregolamentazione, a livello europeo, del c.d. «mercato 15», cioè il mercato dell&#8217;accesso alle reti di telefonia mobile. Passasse questa misura, con i pochi operatori sul mercato (di fatto, un oligopolio), avremmo &#8212; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi giro, a proposito di telefonia mobile, un appello urgente che ha come promotore AIIP.</p>
<p>E&#8217; una roba seria, serissima: si parla di deregolamentazione, a livello europeo, del c.d. «mercato 15», cioè il mercato dell&#8217;accesso alle reti di telefonia mobile. Passasse questa misura, con i pochi operatori sul mercato (di fatto, un oligopolio), avremmo &#8212; ad avviso di chi scrive e dei promotori &#8212; un mercato più in balìa degli operatori, e quindi potenzialmente meno vantaggioso per l&#8217;utenza, già abbondantemente bistratta, mi pare.</p>
<p>Scriviamo a Barroso e diciamogli che non ci sta bene:</p>
<blockquote><p>Nelle prossime ore si chiuderà un patto di ferro tra i membri della Commissione Europea in virtù del quale<br />
il Presidente Barroso <strong>potrebbe decidere di cancellare <font color="#ff0000">l&#8217;obbligo di regolamentazione</font> dell&#8217;accesso alle reti mobili</strong>,<br />
per mettere pace tra le due supercommissarie europee, Viviane Reding e Neelie Kroes, in tutti i paesi europei.</p>
<p><strong>E&#8217; un fatto drammatico che diminuirebbe la già scarsissima possibilità di fare concorrenza nel settore e lascerebbe,<br />
ai pochi operatori mobili già esistenti, il potere di stabilire a quanto ammonta il pedaggio che gli altri operatori<br />
devono pagargli se vogliono accedere alla loro rete.</strong></p></blockquote>
<p><a href="http://www.aiip.it/mk15.html" title="Pagina ufficial dell'iniziativa, AIIP.it">Leggete e inviate le mail, di corsa! </a></p>
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