Film
Di seguito, una lista di tutti i film che ho avuto modo di «assaggiare», con tanto di descrizione e votazione.
Per ora, una semplice selezione dall’archivio del vecchio sito, che con molta calma trasporterò in questa nuova sistemazione. Cliccando sul simbolo «+» a fianco del titolo verrà visualizzata una piccola recensione scritta da me.
Buon appettito.
Ordina lista per: titolo | voto | data di visione ↓
July, 2008
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2008-07-14 23:08
Dolce e l'amaro, Il (2007)
8/10
Un ottimo film di mafia, con la dignitosissima prestazione di Luigi Lo Cascio e, in minor misura, di Fabrizio Gifuni. La storia si dipana senza scossoni o sussulti — davvero c'è ancora qualcosa da dire sulla mafia? —, ma con una recitazione e una solidità della trama e della regia invidiabili. Godibilissimo, specialmente per gli amanti del genere.
0.3 -
2008-07-11 23:55
Troppo blando e senza una vera storia, il Michael Clayton clooneyano manca di un punto di riferimento solido dal punto di vista narratologico: è un personaggio senza capo né coda, e più in generale la storia manca di mordente, di un vero cappello-svolgimento-conclusioni. Deludente.
0.3 -
2008-07-03 00:22
Fracture (2007)
6/10
Un thriller godibile, senza troppe godurie né troppi dispiaceri. Come al solito, un buon Hopkins nobilita la pellicola, con una trama non banale né troppo prevedibile. Peccato per il finale, e per la traduzione italiana (Il caso Thomas Crawford) del titolo originale Fracture, molto più suggestivo e che si spiega completamente nel corso del film. Ma si sa: noi italiani siam sempre provincialotti, e se non spieghiamo ben bene la trama allo spettatore medio fin dalla locandina, non siamo contenti.
0.3 June, 2008
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2008-06-30 23:00
Fälscher, Die (2007)
7/10
Tratto da una storia vera, il racconto di un geniale falsario ebreo tedesco che dovrà fare i conti con gl'inumani lager. Un tentativo di profonda analisi della psiche umana, nel limbro fra l'autoconservazione, l'eroismo e il credere che esista qualcosa di più importante del singolo. Una storia di disperazione, relativamente ben riuscita (zoomate brusche del regista a parte) anche grazie ad un'ottima recitazione di Karl Markovics. Purtuttavia, non aggiunge moltissimo al genere — che altro si può dire, sul nazismo, che già Schindler's list e Il pianista non abbiano già raccontato?
0.3 -
2008-06-21 21:01
Prima prova del regista inglese Edgar Wright. Uno stile particolare di genere: a metà fra il comico demenzial-sofisticato e il finto horror. Non divertente come il successivo Hot fuzz, ma assolutamente godibile
0.3 -
2008-06-15 18:30
The Happening (2008)
6/10
Sarebbe bastato il mio amore profondo per le sceneggiature e le idee di Shyamalan (a proposito: si pronuncia Shàmalan) a farmi apprezzare profondamente questo film, che — per la sua trama, specifico — cattura ed appassiona per l'intera durata, con colpi di scena ed artifizi retorici affatto banali; purtroppo, la vergognosa prova di attori quali Mark Wahlberg (l'incredibilmente brutto The shooter, per dirne uno) hanno contribuito ad abbassare la votazione ad una misera sufficienza, più per rispetto del regista-sceneggiatore-produttore (chi fa da sé...) che per la riuscita del film. Ci fossero stati degli attori convincenti (uno Sean Gullette di Pi greco o un sempre eccezionale Hugh Jackman, per dirne un altro legato a Darren Aronofsky), e magari si fossero limati un paio di dialoghi troppo grotteschi, il film ne avrebbe giovato incredibilmente. Tuttavia, vale la pena di vederlo anche solo per i primi dieci minuti, che dànno il la al resto della pellicola.
0.3 May, 2008
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2008-05-30 00:03
In the Valley of Elah (2007)
9/10
Un film crudo e disperato, dalle tematiche variegate e mai banali: l'insensatezza della vita militare spinta al massimo; il rapporto padre-figlio; la crudeltà umana in tutte le sue insondabili profondità. Il nichilismo puro portato allo scoperto. Eccezionale.
0.3 April, 2008
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2008-04-13 18:17
Juno (2007)
8/10
Pellicola gustosissima, si fa apprezzare soprattutto per l'originalità del tema e la leggiadria con cui è tratteggiata; in verità, forse anche un filino troppa, vista la gravità della vicenda umana. Tuttavia, potrebbe essere fin troppo reale. Ottima la prova di Jennifer Garner, ma non da meno quella della giovane protagonista, Ellen Page, alle prese con un ruolo insospettabilmente difficile da interpretare. Con la classe del tipico film indipendente, una tragicommedia che intrattiene piacevolmente per un'ora e mezza, e fa riflettere sul tema della maternità e dell'adolescenza. Peccato, peccato e ancora peccato per lo strazio compiuto dai doppiatori italiani, che hanno ambientato linguisticamente la vicenda in un'orgia di paninarese ante litteram. Aspeto di rivedermelo in lingua originale per constatare l'entità del vulnus linguistico perpetrato ai danni di quest'opera filmica.
0.3 March, 2008
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2008-03-15 01:24
There Will Be Blood (2007)
5/10
Fino ad oggi ero dell'idea che il superbo e raffinato Daniel Day Lewis (Gangs of New York, Il mio piede sinistro) avesse scelto le proprie interpretazioni con sapienza e parsimonia, conscio del degrado qualitativo di una sovraesposizione professionale ed artistica. Sarà dunque che non ho capito molto questo film — è quello che spero sempre quando un film che stimo all'idea poi non mi soddisfa — ma questo Petroliere l'ho trovato piuttosto lineare ed insipido. Certo, avendolo visto in italiano probabilmente avrà contribuito il doppiaggio; però, la storia scorre via senza troppi sussulti, con qualche colpo di scena che poi non ne dà il caratteristico effetto di stupore. Il personaggio di Daniel Day Lewis ha un suo perché — racconta la malignità pura dell'essere umano (forse non a caso è stata scelta la figura del petroliere d'inizio secolo) — ed è ben interpretato; ma i personaggi di contorno, quelli mi han fatto proprio schifo: male ideati e del pari interpretati. Peccato. P.s.: Se becco quello che ha tramortito il titolo originale (There will be blood) nel più sputtanante trama titolo italiano, gli mozzo una mano. Anzi, se passa di qui, sia mai che ci spieghi perché.
0.3 -
2008-03-13 17:45
Ragazza del lago, La (2007)
8/10
Raffinata opera prima dell'emergente Andrea Molaioli, regista talentuoso ed ispirato — probabilmente l'essere stato aiuto-regista di Nanni Moretti ha giocato il suo ruolo — che regala al pubblico la trasposizione di un romanzo di Karin Fossum, riadattata dagli originari fiordi nordici alla quieta provincia friulana. Molte le scelte filmiche che fanno innamorare gli amanti della regia raffinata. Quanto agli attori, la solita ottima prova del brillante Toni Servillo è egregiamente accompagnata da quella di un intero cast di comprimari di spessore, da Fabrizio Gifuni a Valeria Golino, passando per altri esordienti insolitamente talentuosi. La profondità di molti ruoli appassiona e cattura lo spettatore. La fotografia, complici gli scenari delle verdi valli del nord Italia, incanta e rapisce per lo stridore fra la placidità dei luoghi e la morbosità della trama, vera o presunta. Un'ultima nota per la colonna sonora, firmata dall'elettronico e «violinico» Theo Teardo (Le conseguenze dell'amore): davvero fantastica e appassionante. Un altro tassello per la rinascita del giovane cinema italiano di qualità.
0.3 -
2008-03-12 20:44
Un film crudissimo e disturbante, per la regia di Tornatore che ci racconta il tema della schiavitù sessuale (e) della prostituzione, scegliendo un taglio macabro e rassegnato, poco adatto alle sensibilità delicate ma davvero necessario a tutti per comprendere il dramma vissuto, quotidianamente, da milioni di donne. Complice la superba prova di Kseniya Rappoport, lo spettatore viene catturato — preso a pugni, quasi — dalla trama efficace e mai titubante della vita di questa sconosciuta, fra speranze ed eterne delusioni; del pari, sebbene secondaria, l'interpretazione di Michele Placido, che riesce davvero a farsi odiare. Buona, ma non del pari, la prova di Claudia Gerini e Alessandro Haber. Una trama orribilmente avvinghiante.
0.3 -
2008-03-03 01:01
No Country for Old Men (2007)
8/10
Quando uno si mette in testa di parlare di un film dei fratelli Coen, deve dare per scontato che sarà difficile farlo in termini men che lusinghieri; e anche in questo caso, il nome non ha tradito le aspettative. No country for old men è una sorta di western, o forse, più propriamente, un’avventura con ambientazione western. E’ una storia di morte prima che di vita; di silenzi prima che di parole; di cattiveria prima che di bontà. C’è un cattivo che più cattivo non si può, e il suo personaggio è anche disturbante e assolutamente negativo; eppure, non si riesce a non rimanerne affascinati. Un po’ quello che succede per Hannibal Lecter, solo che con meno sostrato razionale. Inoltre, tutta la pellicola è intrisa di realismo crudo, ché tutto sembra reale, e quindi banale; ma di un banale stranamente interessante. Insomma, è difficile da spiegare, ma semplice da comprendere guardandolo. Alcune scelte registiche sono incantevoli, segno di una sapienza filmica dei registi ormai comprovata; del pari la fotografia, con scenari desolanti e spazi sconfinati. La caratterizzazione dei personaggi è perfetta, con una selezione di redneck del profondo west con tanto di pick-up, salopette e berrettino da agricoltore, e pelle rubizza incisa dal sole da fare invidia ad ogni ufficio casting della storia. Ah, e una menzione d’onore per Bardem, che ha un ruolo accattivante e lo interpreta perfettamente.
0.3 February, 2008
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2008-02-08 20:55
Un film godibilissimo e ben bilanciato. Tra l'impegno didascalido di spiegare, per immagini, cos'è stata la stagione degli scioperi della Torino industriale (aka, la Fiat), e quello spensierato di descrivere l'amore, Wilma Labate, con l'aiuto di due ottimi attori protagonisti (Filippo Timi e Valeria Solarino) e di un rodatissimo Fabrizio Gifuni confeziona un'opera interessante ed avvincente, con una trama più ricca di quanto ci si possa aspettare all'inizio. In particolare, merita plauso il personaggio del protagonista, Sergio, per una complessità davvero affascinante. Non c'entra niente col film in sé, ma m'è capitato di vederlo, con la Stella, nella sala più piccola del mondo: la sala numero 4 del Quattro fontane di Roma. Chi c'è stato, sa quanto sia piccola.
0.3 January, 2008
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2008-01-24 11:08
Death at a Funeral (2007)
8/10
Sarà che l'umorismo nero è così difficile da ricreare; sarà che sono incline al pessimismo-realismo-cinismo; oppure che rido con poco — chissa? Fatto sta che siamo al cospetto di uno dei film più divertenti dell'intero genere, con colpi di scena, situazioni paradossali e prestazioni recitative da scompisciarsi. La regia di Frank Oz è sapiente ma mai protagonista, per lasciare alla trama, e al sapiente inveramento di essa da parte degli attori, la parte del leone. Un paio d'ore di risate irrefrenabili, davvero. Nota a margine: vergognosa la scelta di cambiare (non tradurre) il titolo in italiano: che cazzo mi rappresenta tradurre «Death at a funeral» con «Funeral party»? Tra l'altro, così pigli per il culo lo spettatore, visto che il titolo originale rende molto meglio l'idea che non quello cambiato, che fa pensare ad una festa ad un funerale. Altro buon motivo per evitare i film doppiati.
0.3 -
2008-01-22 11:24
Bianco e nero (2008)
7/10
Film gradevole, dalla tematica a rischio banalità, per fortuna mai concretatasi, e da un gruppo d'attori a incapacità crescente: dall'ottimo Eriq Ebouaney (Edgard), alla brava Aïssa Maïga (Nadine), passando per una discreta Ambra Angiolini, finendo ad un disastroso Fabio Volo. Io non capisco: qualunque film quest'uomo faccia, penso sempre che mi stia prendendo per il culo. Sarà che forse non tutte le Iene che vanno, ignudi, dai benzinai possono fare il salto nel cinema? La trama — riprendo — non è mai banale, e questo film serve in un'Italia che non ha mai abbandonato il razzismo fino in fondo; inoltre, un paio di sequenze (in particolare una — non svelo niente — al rallentatore, con Ambra Angiolini e Eriq Ebouaney vale, sola, il prezzo del biglietto.
0.3 -
2008-01-20 11:15
Hot Fuzz (2007)
8/10
Pregiudizievolmente, pensavo tutto il male possibile di questo film, credendolo — a torto — un appartenente al filone dei vari Scary movie. Beh, niente di più sbagliato: siamo di fronte ad una vera e propria perla del cinema parodistico, dove i topos del thriller vengono riportati in tutto il loro splendore, e poi buttati nel fango e derisi con la difficilissima tecnica della parodia. Raffinatissima opera, da capire prima di bollarla, ingiustamente, come cinema-spazzatura. E soprattutto, da vedere in lingua originale, per apprezzare i vari accenti della campagna inglese.
0.3 -
2008-01-18 22:33
Masseria delle allodole, La (2007)
7/10
Un film solido, quello dei fratelli Taviani, che ha il coraggio di tutta quella attualità-non attualità che circonda ogni questione spinosa («pesante», la definirebbero i semplici di spirito) come quella del genocidio degli armeni per mano turca. E la affronta con regia severa, austera ma mai noiosa, cruda in maniera psicologica, che lascia un'angoscia insopprimibile nello spettatore ma che non scende praticamente mai nel sanguinolento; solo il sentore del grand guignol, e tutto il talento dei monumenti del cinema italiano. A volte, la piccola storia nella grande Storia è raccontata con troppa frammentazione, ma la colpa, al massimo, è della scrittrice del libro da cui il film è tratto.
0.3 -
2008-01-12 11:06
Bee Movie (2007)
6/10
Cartone molto scorrevole, con i suoi spunti d'ilarità e un'animazione ottima come sempre. Come spesso accade con questi prodotti, l'età giusta per fruirne appieno tende ad alzarsi così tanto che, con la sala piena di bimbi e genitori, si sentono più risate dei secondi che non dei primi. Godibile. P.s.: Imperdibile la battuta su Sting.
0.3 -
2008-01-04 12:09
Love in the Time of Cholera (2007)
8/10
Per quanto il buon Mike Newell non abbia dovuto certo troppo faticare a pensare alla storia, e per quanto il sottoscritto compia un autodafè manifestando la propria ignoranza di non aver letto il libro di Marquez, devo dire che il film è stato davvero intenso: convincente Giovanna Mezzogiorno, ma soprattutto Javier Bardem (già «Mare dentro») abilissimo nell'inverare un personaggio così delicato e complesso come Florentino Ariza dalla maturità alla vecchiaia. Molto buona anche la prestazione del grottesco padre di Fermina (Giovanna Mezzogiorno), interpretato da John Leguizamo. Buona la fotografia, e sapiente la regia. D'altronde, una storia così leggiadra non può che generare un film pregiatissimo, che non cala mai di tono nonostante una durata considerevole (139 minuti).
0.3 -
2008-01-02 01:17
Un viaggio di due ragazzi italiani in India, fra passato, presente e futuro, tutto incerto. A volte stentata la recitazione dei due giovani attori, ma una regia sapiente e le ambientazioni esotiche, oltre ad una brava Giovanna Mezzoggiorno, sanno aggiustare il tiro, e riportare il film nel novero di quelli gradevoli. Un modo un po' italiano d'immaginare l'India.
0.3 December, 2007
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2007-12-15 11:44
Breaking and Entering (2006)
7/10
un film delicato, introspettivo e torbido quanto basta per renderlo appassionanate: in puro stile Minghella, insomma. Buona la prova di Jude Law, ma ancor di più quella di Cate Blanchett, perfetta passivo-aggressiva. Pur lontano dal suo capolavoro assoluto («Il talento di mr. Ripley»), il regista si conferma capace di costruire una narrativa solida e bilanciata fra aspetti emotivi e non.
0.3 November, 2007
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2007-11-15 18:09
Saw III (2006)
4/10
Non ci siamo, la mucca è stata munta troppo. Il primo capitolo fu una rivelazione per me, amante dei colpi di scena e dei polizieschi cervellotici (il cui capostipite rimane Se7en); il secondo, pur secondo capitolo e per questo guardato molto male, s'è salvato. Ma questo decisamente no: visto solo per amor di recensione (ché la boiata me l'aspettavo), non ha deluso le aspettative, rivelandosi una cazzata madornale: sconclusionato, caotico, iperviolento, recitato da cani. E il peggio è che il 26 ottobre 2007 è uscito Saw IV! Sarà quello il vero incubo che spaventerà gli spettatori, non la suspance o l'orrore.
0.3 -
2007-11-08 00:05
Notes on a Scandal (2006)
9/10
Un bellissimo spaccato di perversioni, dall'infanzia alla vecchiaia, legate da un sottile piacere del disgusto, da una recitazione paurosamente attraente e da un'efficacissima atmosfera di accenni ed espressivi silenzi. Superba la prestazione di Judi Dench, cui fa da spalla la sensuale e castigata Cate Blanchett. Ottima la regia di Eyre.
0.3 October, 2007
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2007-10-07 23:59
Berlinguer ti voglio bene (1977)
9/10
Con una storia magistralmente ideata da un acerbo e ruspantissimo Benigni in coppia con Bertolucci (Giuseppe), viene portata sullo schermo la campagna toscana e i suoi terragni abitanti. Fra comunismo all'italiana, scenette grottesche e umorismo nero, le avventure di quattro sfigati che alternano tragicità a comicità incantano e appiccicano allo schermo. Realista e iperrealista allo stesso tempo. E vaffanculo a Viterbo.
0.3 -
2007-10-04 19:34
Un film da immedesimarvicisi. Se cogliete lo spirito del silenzio che lo regola, godrete di un bellissimo spaccato del mondo presbiteriale, dei suoi dubbi e dissidii interiori, interpretato in maniera eccellente da Christo Jivkov. In assenza di questo necessario calarsi nell'ambientazione, quasi fossimo anche noi novizi, il film potrebbe risultare tedioso e monocorde. Nota a margine: secondo me non è vero che Saverio Costanzo è il figlio di Giustocollo; deve essere una leggenda metropolitana tipo quella di Billy Corgan che interpretava i telefilm da bambino. ' Cazzo hanno in comune?
0.3 September, 2007
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2007-09-29 15:07
The Magdalene Sisters (2002)
8/10
Un bellissimo e toccante film-denuncia di Peter Mullan sulla condizione di schiavitù e tortura in cui hanno vissuto, per decenni, circa 30.000 donne irlandesi nelle Case della Maddalena, ufficialmente delle lavanderie dirette da suore. Fino al 1996. Sull'interpretazione delle attrici protagoniste e sulla sapiente regia di Mullan non mi pronuncio neanche, considerando che questo film fu insignito del Leone d'oro nel 2002. E questo dovrebbe bastarvi.
0.3 -
2007-09-27 20:10
Cena per farli conoscere, La (2007)
6/10
Film dolceamaro — mai sottotitolo («Commedia sentimentale») è stato più azzeccato — diretto bene da Pupi Avati, e interpretato con maestria da Abatantuono. La recitazione delle tre figlie (Incontrada, Sastre, Placido) stenta un po' nelle scene di dialogo fra loro, mentre individualmente se la cavano; sul fronte recitativo, ottima invece Francesca Neri, nella veste d'un'eccentrica amica. Non so com'è, però, la storia decolla poco, pur nel suo squallido suscitare interesse per un mondo, quello dello star-system dell'Italietta, molto triste. Salvato dalla prestazione notevole di Abatantuono e Neri, per il resto una mezza botta.
0.3 -
2007-09-26 20:03
Ancora una prova entusiasmante del mio adoratissimo «pupillo» Danny Boyle che, sulle «note» del suo sceneggiatore Alex Garland, ci porta in un mondo apocalittico, ruggente di furia e solitudine, paura irrefrenabile e istinto di conservazione. Buona la prova degli attori, anche se questo non è certamente un film che possa provare il loro eventuale talento recitativo; più che altro, vale la pena sottolineare la difficoltà della scenografia (svuotare — letteralmente — Piccadilly Circus è più difficile di quanto sembri), e le scene d'isolamento totale sono state girate all'alba, con la complicità dei bobby londinesi. Mi ha ricordato, e non poco, il magnifico I figli degli uomini. Spettrale.
0.3 -
2007-09-23 17:07
Sunshine (2007)
8/10
Altra — ennesima — prestazione stupefacente di Danny Boyle (già Trainspotting, per dire), che intesse un film dall'ambientazione spaziale ma con un sapore squisitamente radicale: lo spazio, così, diventa solo un artifizio retorico per discutere dell'essenza ultima dell'uomo, della sua finitudine, della sua ontologia e del rapporto con Dio, se mai vi fosse. E, d'altro canto, ci spiega come possa nell'uomo coesistere, assieme con quei sentimenti e quegli aneliti, anche il suo lato puramente ferino, che informa la vera e propria lotta per la sopravvivenza. Davvero ben fatto. Non pensavo.
0.3 -
2007-09-17 23:50
The Devil Wears Prada (2006)
7/10
Gradevolissima commedia questa, ambientata nel mondo della moda ma con autoironia e leggerezza; mai scontato da cadere nei cliché, eppure sempre abbastanza aderente alla realtà da risultare come una gustosa parodia — gustosa perché verosimile.
0.3
Sul versante delle prestazioni individuali, squisita regia di David Frankel; Anne Hathaway nel ruolo di proteiforme eroina frastornata dagli eventi, ma non del tutto; e superba — tautologico? — Maryl Streep. Da goderselo tutto, questo diavolo che veste Prada. Fino all'ultima paillette. -
2007-09-15 16:14
Shooter (2007)
4/10
Polpettone americano, di quelli che t'aspetteresti da John Woo. E io che mi ostino a (tentare di) guardare i film di Antoine Fuqua solo perché, anni fa, fece quel capolavoro di Training day come sua opera prima.
0.3
Dopo tanti orrori (come dimenticare L'ultima alba con Bruce Willis e Monica Bellucci, visto solo fino al primo tempo e poi spento per lo schifo), è il meno che mi possa meritare, io inguaribile romantico. -
2007-09-12 18:44
Acapulco, prima spiaggia... a sinistra (1983)
1/10
Anche in questo caso, una vergogna nazionale, se possibile forse ancora peggiore dei film di Alvaro Vitali/Pierino. E un'altra pietra miliare del trash, per chi ha la fortuna di trovarvi fonte di tragico umorismo beffardo.
0.3 -
2007-09-12 18:42
Rimini, Rimini - un anno dopo (1987)
1/10
Una vera e propria vergogna nazionale. Tuttavia, la mia inclinazione per il trash lo situa ai massimi livelli del genere, assicurando tristissime risate.
0.3 -
2007-09-10 17:11
Sicko (2007)
8/10
Classico documentario di Michael Moore, che ha dalla sua l'innata qualità di contemperare notizie (più o meno) vere con una vena narrativa leggera e intrisa d'ironia. Certo, tutti potranno dire che lo sfascio della sanità americana è fatto notorio, e che inzupparci il pane fa parte d'un disegno populista; però mi pare proprio che se è vero che lo sanno tutti e il casino resta, è bene che Michael Moore continui a farci vedere come si muore in America quando hai un fratello donatore compatibile e l'assicurazione non paga le spese per i trapianto definendolo «sperimentale». Tanto per evitare d'assuefarci allo status quo, ecco.
0.3 -
2007-09-06 08:34
Jesus Camp (2006)
8/10
Documentario americano sulle «madrasse» evangeliste: un vero e proprio campeggio estivo per bambini incentrato sul plagio a sfondo religioso, per convincerli di poter parlare con Dio; per farli diventare telepredicatori da TBNE; per far desiderare loro una nuova confusione fra Stato e Chiesa. La tecnica filmica è ottima, con un'assenza assoluta di qualsivoglia commento critico dei registi: che lo spettatore maturi autonomamente un giudizio sui fatti che vengono presentati. E il giudizio, credetemi, non può che essere d'orrore.
0.3 -
2007-09-04 23:54
The Beach (2000/I)
8/10
Danny Boyle, alla regia, produce sempre grandi cose: il suo The beach, tratto dal libro di Alex Garland, è avvincente, ben scandito, magistralmente diretto. Un film che cattura con la sua metafora dell'impossibilità del mondo perfetto, con l'ineluttabile verità dell'homo homini lupus che serpeggia per tutta la trama; l'avarizia e l'ingordigia umane come leit-motiv del film rendono il tutto più intrigante, catturando lo spettatore fino all'ultima scena, sperando addirittura in più capovolgimenti di fronte di quanti ve ne siano. Ottima la prova di Di Caprio, (se mai ce ne fosse stato bisogno) definitivamente sdoganato dalla convincente p
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Amen Baustelle
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Lost: 4x13: There is no place like home 2° - 3°